IL TERREMOTO
Laviano fu colpito da una violenta scossa di terremoto il 23 novembre del 1980. Come dice
XXX da quel momento di parla di "prima del terremoto" e di "dopo il
terremoto" ed io aggiungo di "Laviano vecchio" e di "Laviano
nuovo" in realtà
...
Ma cosa avvenne "scientificamente" quella sera del 23 novembre 1980 a Laviano ed
in altri comuni dell'Irpinia? Proviamo a capire con l'aiuto degli esperti. [il link è
cambiato mettere quello nuovo]
Laviano, Santomenna, Castelnuovo di Conza,
Conza della Campania, Lioni e Sant'Angelo dei Lombardi sono quindi le capitali della
tragedia....>>
è un documento prezioso perchè descrive con
modelli matematici la liberazione dell'energia sismica. La mappa è interattiva, possiamo
navigare sull'immagine per avere maggiori dettagli.
I numeri ufficiali della tragedia si ebbero
solo molti anni dopo. Questa relazione dell' ISPRO Istituto Studi PROtezione
Civile
riporta l'area interessata, il numero di
morti, il numero di comuni coinvolti, i mezzi dispiegati dallo Stato, gli aiuti
internazionali, il generosissimo volontariato, i primi progetti della ricostruzione. Da
visitare la galleria fotografica. Ci sono anche documenti unici come la foto dall'
elicottero dei VVFF di Piazza della Repubblica a Laviano il il 26 (o 27 novembre, il 28
nevicò!)
Ma si poteva predire?
Con amarezza dobbiamo ammettere che la risposta in parte è positiva.....>>
1. Inviato per
caso nell'inferno. Lo Stato lasciò soli i suoi figli. di Rocco Di Blasi.
Il giornalista salernitano Rocco Di Blasi, nel 1980 inviato dell'Unità nei paesi del
sisma, racconta la sua esperienza tra le macerie della zona del cratere.
"Alle 19,34 di domenica 23 novembre 1980
so benissimo dov’ero: su un pullman della Sita diretto da Salerno a Napoli e so anche
cosa pensai al momento della prima, violentissima, scossa: "Maledetto autista, non
potrebbe guidare un po' meglio?""..>>
2. Cancellati
interi paesi di Gianni Giannattasio
SALERNO. I pennini del sismografo dell’Osservatorio vesuviano vibrarono come schegge,
finirono fuori scala e i tracciati si interruppero. Erano le 19,35 di domenica 23 novembre
1980. Un’onda sismica del settimo-ottavo grado della scala Mercalli, equivalente ad
una magnitudo fra 6,5 e 6,8 della scala Richter, scosse l’Appennino meridionale, tra
Campania e Lucania, con epicentro l’area di confine tra le province di Avellino,
Salerno e Potenza..>>
3. Il grande inganno: 'siamo tutti terremotati'
Il numero dei comuni coinvolti fu allargato a dismisura, alla fine divennero 687 di Gianni
Giannattasio
La distruzione a Castelnuovo di Conza
Salerno. Alle 19,35 del 23 novembre del 1980 un’onda sismica del settimo-ottavo grado
della scala Mercalli (magnitudo 6,5 - 6,8 della scala Richter) si sprigionò dalle
profonditá sottostanti il Cervialto, investì violentemente il cuore dell’Appenino
campano e lucano, cioè le alte e medie valli dell’Ofanto, del Sele e il bacino del
Tanagro. .>>
4. Laviano. La
sera del 23 novembre 300 morti.
Ha vinto il cemento cancellando luoghi e
identitá locale dall’inviato Gianni Giannattasio
LAVIANO. A circa tre chilometri dal centro abitato un cartello indica la presenza di un
insolito "villaggio anti stress". Non siamo nel Nord Europa, ma nell’Alto
Sele, in localitá Campopiano del comune di Laviano. Qui, dopo il sisma del 23 novembre
del 1980 che fece 300 morti, hanno vissuto per anni i terremotati in attesa che fosse
ricostruito il paese. Ora quelle casette di legno vengono fittate ai villeggianti.
«E’ una delle cose che stiamo facendo - spiega il sindaco Rocco Falivena -.>>
5. La storia di Guido De Santis
Guido, un eroe tra le macerie di Carmen Paolillo
Una breve esistenza spesa per gli altri, gettandosi nel fuoco e scavando a mani nude tra
le macerie delle case per salvare i sepolti vivi. Ed un riconoscimento ad un giovane eroe,
che arriva tardi, venticinque anni dopo la morte del brigadiere Guido De Santis,
venticinque anni dopo il terremoto del 1980. Fu proprio in quei giorni, il 26 novembre,
che Guido morì, mentre si dava da fare,.>>
6. L'artista
Mario Carotenuto
«Dolore e paura mi sono rimasti dentro» Carotenuto: per pudore non ho mai dipinto scene
della tragedia di Caterina La Bella
«Passeggiavo nei Mercanti con due amici. Ad un certo punto sentimmo come un aereo cadere
sulle case e avvertimmo una folata di vento. Mi ritrovai a correre verso largo
Barracano». Inizia così il racconto del "suo" terremoto, il maestro Mario
Carotenuto..>>
7. Berlinguer e
la DC
E Berlinguer a Salerno ruppe con la Dc di Rocco Di Blasi
Il 28 novembre 1980, 5 giorni dopo il terremoto, arrivò a Salerno tutta la Direzionedel
Pci, impegnato fino a quel momento con la Dc nella politica di "solidarietà
nazionale". Ma le migliaia di morti, causati anche da enormi ritardi nei soccorsi,
denunciati in tv dal presidente della Repubblica Sandro Pertini, volato sul
"cratere" per constatare di persona l’accaduto, avevano cambiato anche la
la scena politica, a partire dalle dimissioni del ministro degli Interni, Virginio
Rognoni, personalmente incolpevole, ma travolto da una valanga di critiche per le enormi
carenze della macchina statale..>>
8.L'osservatorio
del dopo sisma
Effetti del sisma. Dopo 25 anni l’Osservatorio Mida.
PERTOSA. Nasce in occasione del 25esimo anniversario del terremoto che sconvolse
l’Irpinia e molte zone della Campania e della Basilicata, l’Osservatorio del
dopo sisma. L’iniziativa è della Fondazione Mida (Musei integrati
dell’Ambiente).
Alla presentazione, che si svolgerà il 23 novembre a Pertosa, nella sala
dell’Auditorium del Mida, interverranno Guido Bertolaso capodipartimento della
Protezione civile.>>
sempre su questa pagina è interessante la
galleria fotografica
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